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Come realizzare un sito ottimizzato per la SEO

Cos’è la SEO?

SEO è l’acronimo di Search Engine Optimization, ovvero l’ottimizzazione di un sito per i motori di ricerca.
Fare SEO significa fare in modo che i motori di ricerca riconoscano perfettamente l’argomento trattato in ogni pagina di un sito, ma soprattutto ottimizzare un sito in ottica SEO significa cercare di farlo salire di più posizioni possibili nell’indicizzazione dei motori di ricerca.

L’ottimizzazione SEO permette di ottenere risultati molto validi in ambito di lead generation e di conversione di un semplice visitatore del sito fino a farlo diventare un cliente.

Come si fa la SEO?

La SEO non è per tutti, è una pratica che alcuni definiscono “chirurgica”: Se fatta bene può apportare dei grandissimi miglioramenti agli organi (il business), ma se fatta male può portare dei grandissimi danni, come ad esempio la perdita di posizioni importanti nelle SERP (Search Engine Result Page), ovvero le pagine dove i motori di ricerca indicizzano i siti in seguito alla ricerca di una keyword.

Ci vogliono anni e anni di studio e di comprensione del funzionamento dei motori di ricerca per diventare un SEO come si deve, non è certo una disciplina che si decide di praticare quando ci si sveglia la mattina.
Essendo una pratica “chirurgica”, ed essendo una materia che purtroppo non è possibile studiare a scuola (la SEO è solo teoria, non esistono regole di ottimizzazione confermate dai motori di ricerca), il consiglio che qualunque esperto di SEO darebbe è il seguente: “Non provare assolutamente a fare la SEO fai-da-te, rivolgiti ad un esperto: Ti opereresti mai l’appendicite da solo?”

Se stai pensando di ottimizzare il tuo sito per la SEO oppure di realizzare un sito web già predisposto, il consiglio migliore che riceverai è quello di rivolgerti ad un esperto, pagare per avere un risultato. Per esempio, se ti trovi a Roma, prova a digitare Realizzazione Siti Web oppure Web Agency Roma, sicuramente le agenzie SEO e le Web Agency che appariranno nelle prime posizioni sanno il fatto loro!

Trasloco casa, ecco perché mettere da parte l’essenziale

Uno degli errori più comuni del trasloco casa? Come ci indicano gli esperti che abbiamo contattato su questa pagina di traslochi Roma prezzi, è quella di sottovalutare… il caos che si troverà una volta arrivati a destinazione!

In altri termini, molte persone trascurano la necessità di tenere l’essenziale da parte, ritenendo che una volta raggiunta la loro nuova casa sarà facile accedere a tutto ciò di cui hanno bisogno. In realtà, potrebbe non essere così: a seconda dell’ora del giorno in cui ci si sposta, o del quantitativo di materiale da traslocare, si potrebbe non avere il tempo (né l’energia!) per iniziare a disimballare correttamente i pacchi nel momento in cui si giunge a destinazione. E siamo convinti che l’ultima cosa di cui avrete bisogno è quello di smontare tutte le vostre scatole alla ricerca di oggetti di prima necessità prima di andare a letto!

Che fare, allora? Il consiglio degli esperti è quello di preparare una c.d. “scatola delle prime necessità”, o una “scatola degli oggetti essenziali”. Si tratta di un contenitore, spesso di piccole dimensioni, che dovreste cercare di utilizzare per poter includere tutti gli oggetti che saranno più utili nel momento in cui ci si trasferisce casa. Ma che cosa riporre al suo interno?

Iniziate con il pensare a tutti gli oggetti che usate quotidianamente e a cui volete accedere direttamente nella vostra nuova casa, così come agli oggetti che velocizzano il processo di disimballaggio o a quelli che potete prendere in caso di emergenza.

Considerate anche il periodo dell’anno in cui state traslocando e, di conseguenza, adattate la tua scatola degli elementi essenziali al fine di includere oggetti correlati – per esempio, in estate si potrebbe voler aggiungere alcuni giochi da giardino per i bambini, o magari una borsa frigo con bevande fresche, mentre è probabile che in inverno si abbia maggiore gratitudine per del tè e del caffè bollente.

Fate quindi una lista di tutto ciò di cui avete bisogno e iniziate a preparare la vostra scatola di prima necessità in tempo utile, e preferibilmente prima di tutto il resto, poiché questo vi darà la possibilità di controllare la vostra lista e aggiungere cose che potrebbero essere state dimenticate in sede di primo imballaggio.

Infine, etichettate chiaramente questa confezione con la dicitura “non imballare“. Il giorno del trasloco, mettetela in macchina in modo che non sia impilata e inserita con le altre scatole, bensì sia completamente separata dal resto delle confezioni, evitando qualsiasi confusione durante il caricamento del camion. Se non volete portarla in macchina con voi, potete pur sempre domandare al personale addetto ai traslochi di caricarla per ultimo in modo che possa essere la prima scatola ad esser trasportata nella vostra nuova casa.

In conclusione, se avete dubbi e perplessità, val la pena confidarle alla società che si occuperà del vostro trasloco. Così facendo riuscirete certamente a sgombrare il campo da ogni nube e, soprattutto, avvicinarvi al giorno dello spostamento di casa con maggiore serenità.

Informazioni aziende: a Sesto c’è l’app per smartphone

In occasione dell’Expo 2015, il Comune di Sesto San Giovanni ha aperto il progetto OpenSesto: si tratta di un’applicazione che mostrerà ai turisti le informazioni delle aziende che lavorano sul territorio.

 

Un’indicazione utile per chi viene, una promozione gratuita per le aziende del territorio: questo è l’obiettivo del Comune nell’hinterland milanese. Il Comune assicura che utilizzerà le informazioni delle aziende negli itinerari pensati per i turisti in vista dell’Expo 2015: per entrare tra le aziende pubblicizzate, basta insistere sul territorio di Sesto San Giovanni ed essere regolarmente iscritti alla Camera di Commercio.

 

L’applicazione sarà disponibile sul sito omonimo a partire da metà Aprile 2015 (considerato che l’Expo è a Maggio…). Le attività interessate possono sfruttare l’occasione per aggiornare le informazioni delle aziende e offrire così un servizio migliore a chi visiterà il Comune durante la kermesse.

 

Gli sviluppatori dell’applicazione fanno sapere che questa sarà completamente gratuita e che ai turisti basterà un touch per avere subito a portata di mano una mappa completa del Comune di Sesto, con tutti i riferimenti ai locali di interesse. L’applicazione può essere usata anche dai residenti, per riscoprire il proprio territorio. Una volta verificati i dati, gli imprenditori dovranno andare sul sito dell’applicazione e fornire le informazioni delle aziende. Ogni azienda ha la sua pagina personale, consultabile direttamente dall’app.

 

Tra le informazioni facoltative, gli imprenditori potranno indicare eventuali sconti e promozioni riservate ai turisti, al fine di mostrarle sull’applicazione online. Ogni giorno, secondo gli amministratori comunali, moltissime attività puntano sul progetto, creando la pagina aziendale all’interno dell’applicazione.

 

Inserire i dati è molto semplice: basta una registrazione e si possono aggiornare in tempo reale tutte le informazioni della propria pagina. Non resta che aspettare Maggio, per verificare quanti turisti ci saranno all’Expo e vedere quanti scaricheranno l’applicazione del Comune di Sesto San Giovanni.
In ogni caso, il progetto resta una bella idea da parte del Comune, che ha così compreso l’importanza delle informazioni aziendali per dare un vero rilancio a piccole e medie imprese, che oggi risentono di una congiuntura economica difficile. Molte sono le speranze dietro la kermesse internazionale dell’Expo: il Comune di Sesto ha investito come partner del progetto, ma ora sta agli imprenditori aggiornare i dati sulle proprie attività e attirare così i turisti.

Visure camerali smascherano vicepresidente Abi

Il vicepresidente dell’Abi ed ex presidente di Banca Carige Giovanni Berneschi è stato arrestato con alcuni componenti della sua famiglia con l’accusa di aver truffato sia la banca per cui aveva lavorato, sia la compagnia di assicurazione associata a Banca Carige.

Gli inquirenti sono arrivati a lui consultando le visure camerali online: riscontravano così diverse operazioni sospette di compravendita di immobili da parte della banca. Secondo chi indaga, Berneschi avrebbe utilizzato queste operazioni gonfiate per nascondere introiti illeciti, facendo quasi fallire il gruppo finanziario.

Berneschi era a capo dell’istituto di credito da vent’anni: una posizione così consolidata gli avrebbe consentito di portare all’estero quasi 22 milioni di Euro, mascherando le operazioni nelle visure camerali per non destare sospetti.

In Svizzera erano presenti allo scopo tantissime società fittizie, tanto da far parlare gli inquirenti di un vero e proprio gruppo criminale che sfruttava la fiscalità agevolata delle società per far rientrare i milioni nelle proprie tasche. Il denaro veniva poi reinvestito in attività di compravendita in Italia per essere riciclato.

Il controllo delle visure camerali ha portato gli agenti a verificare due truffe che hanno dato il campanello d’allarme: la prima risale al 2006. La società I.H. Roma Srl era stata acquistata dal Berneschi sfruttando la compagnia assicurativa della Carige. Gli inquirenti hanno poi verificato che il costo dell’acquisizione era del 50% superiore rispetto al valore di mercato.

Il secondo caso scoperto dalle forze dell’ordine risale al 2009: Berneschi avrebbe acquistato una società genovese pagandola 45 volte tanto il valore reale. Verificando le visure camerali, la società acquistava era di proprietà di una terza società. Andando a guardare i proprietari della terza società, gli agenti hanno trovato i nomi del Berneschi e di un commercialista compiacente.

Un vero affare in conflitto di interessi, come anche nel caso della società americana creata ad hoc per acquistare gli hotel che sarebbero stati di proprietà degli stessi compratori. Insomma, il gioco era sempre lo stesso: Berneschi acquistava società con la Carige, mentre dalle visure camerali si riscontrava che le società acquistate appartengono fittiziamente a lui.

Berneschi è anche accusato di aver avuto un ruolo nella bancarotta del gruppo Geo: anche se dalle visure camerali il gruppo risultava in fallimento, la banca ha continuato a finanziare grazie al Berneschi.