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EXPO 2015: ristrutturazioni ecosostenibili

All’evento mondiale che si terrà a Milano, EXPO 2015, si presenteranno aziende, prodotti, operatori, impianti, apparecchi, dispositivi, risorse, innovazioni, tutte utili e funzionali per il benessere del nostro pianeta. Tra le tante innovazioni, sarà data importanza preminente agli apparecchi e alle novità ecosostenibili inerenti le ristrutturazioni domestiche, dal punto di vista energetico.

Una delle novità che non devono essere sottovalutate, specie per il futuro dell’energia elettrica prodotta da risorse rinnovabili in Europa, e utilizzabile a pieno in tutto e per tutto per la ristrutturazione della propria casa, o per quella di interni edifici pubblici o che accolgono le pubbliche amministrazioni, vi è il solare termico.

La risorsa energetica apportata dal solare termico è tale da poter soddisfare, ad oggi, il 25% della domanda energetica europea: ecco che recenti studi effettuati proprio sulle potenzialità di questa risorsa come fonte di energia pulita e rinnovabili per le case e gli edifici d’Europa ha dato segnali più che confortanti. In poche parole, lo studio ha concesso di affermare con un margine di errore minimo che, se le amministrazioni pubbliche, i Governi e gli investitori privati, avranno un occhio di riguardo verso lo sviluppo di tale risorsa, il solare termico potrebbe, al 2020, coprire la domanda energetica europea per un consistente 40%. Ma c’è di più. Infatti, uno sviluppo di reti efficiente e investimenti mirati e funzionali allo sviluppo concreto del Solare termico come risorsa, consentirebbero di portare questa percentuale al 100%, già a partire dal 2040.

Il solare termico è la nuova risorsa ecosostenibile che potrebbe consentire agli edifici di nuovo e vecchio conio di avere un’efficienza energetica pari al 100%, da qui a meno di 30 anni. Un concetto da non sottovalutare, anche per i prodotti, le idee e le iniziative previste per EXPO 2015 a Milano.

Expo: interviene Formigoni

Expo è bloccata per l’irrigidimento di Regione Lombardia? Niente affatto, anche se qualcuno continua a fare circolare questa meschina storiella”. Lo sottolinea il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni.

“Ricordo – prosegue Formigoni – che Regione Lombardia non si è mai occupata della questione delle aree fino al 20 aprile, quando tutti i soci mi pregarono di studiare l’ipotesi di una Newco pubblica. Avevo segnalato questa possibilità, con l’intento di sbloccare uno stallo che durava da oltre due anni, quando invece sarebbe stato prudente provvedervi fin dal marzo 2008, magari indicando per Expo un’area pubblica”.

“Dal 20 aprile – aggiunge Formigoni – Regione Lombardia porta avanti lo studio assai complesso della Newco, ma nel frattempo, Comune e Provincia ritirano la loro disponibilità. E’ a questo punto che tutto si blocca anche se Regione Lombardia perfeziona la possibilità della Newco e settimana prossima, nel consiglio regionale, la varerà definitivamente”.

“Comune e Provincia – ragiona ancora Formigoni – preferiscono ora l’ipotesi del comodato tramite un accordo con i proprietari delle aree? Come ho spiegato ai soci martedì scorso, noi non ci opponiamo e dunque non blocchiamo nulla e dunque non dobbiamo fare alcun passo indietro”.

“Per realizzare la strada del comodato – conclude Formigoni – bastano tre mosse: il sindaco commissario dichiari l’Expo evento di pubblica utilità, indichi il valore delle aree e realizzi la variante urbanistica. Come ho detto, non ci opporremo, ma certamente nessuno ci può obbligare a promuovere un accordo di programma che, alla luce di accordi già intercorsi con i privati, sarebbe illegittimo”.

Expo 2015, incontro del Cda in Camera di commercio

Grande soddisfazione da parte di Carlo Sangalli, presidente della Camera di Commercio di Milano, per l’incontro del Cda dell’ Expo 2015 ieri in Camera di comnmercio: “Finalmente la macchina dell’Expo da oggi è veramente in moto. E lasciatemi dire che mi fa doppiamente piacere che questa partenza sia avvenuta proprio in Camera di commercio”. “Giornata di svolta oggi per l’Expo anche in mancanza di un consenso unanime – continua Sangalli -. Ma siamo certi che con rapidità si recupererà quello spirito di squadra che ha portato il successo della candidatura di Milano per costruire questo grande progetto.
Le imprese adesso si aspettano di essere informate e coinvolte nei progetti che partiranno fin da subito e si articoleranno per tutti questi sei anni che ci dividono dal traguardo del 2015.
La governance di Expo 2015 spa è ben bilanciata, il Cda è fortemente rappresentativo con Stanca e Bracco che, insieme agli altri componenti, saranno capaci di raggiungere con successo gli obiettivi prefissati”.


Milano tra risse e rinvii così l’Expo rischia il flop

«Sono orgogliosa di essere italiana. La vittoria di Milano nella partita per l’Expo ha una spiegazione semplice: siamo stati uniti come sistema paese, abbiamo fatto gioco di squadra». Trentun marzo 2008. Letizia Moratti, raggiante, festeggiava così a Parigi la conquista dell’Esposizione Universale 2015. Un abbraccio a Romano Prodi (allora premier), i complimenti al telefono del presidente Giorgio Napolitano, un bacio furtivo al marito Gianmarco dietro una selva di telecamere. Oggi, dieci mesi dopo, sembra passata un’era geologica. Silvio Berlusconi ha sostituito Prodi.
C’è una crisi finanziaria che sta ridisegnando il mondo. E l’Expo tricolore, quella gioiosa macchina da guerra «destinata a creare 70mila posti di lavoro e a portare 29 milioni di visitatori in Italia», come si ostina a ricordare il caparbio sindaco meneghino, è fermo al punto di partenza.
Il gioco di squadra è un ricordo del passato. Volano gli stracci. Il centrodestra locale è bloccato dai veti incrociati sul primo risiko di nomine nella cabina di regia che farà piovere sulla Lombardia (in teoria) 11 miliardi di investimenti.
Si litiga – Comune da una parte, Regione e Provincia dall’altra – sulle deleghe per Paolo Glisenti, l’uomo forte cui Letizia Moratti vorrebbe affidare poteri assoluti nella gestione.
La Lega a caccia di visibilità (leggi poltrone) fa la fronda. E malgrado a Palazzo Chigi ci sia un premier di Arcore e una maggioranza decisamente più omogenea rispetto a quella del governo Prodi, anche con Roma le cose non vanno troppo bene, con Giulio Tremonti, da sempre catalogato nel fronte degli Exposcettici, che centellina i fondi con sospetta parsimonia.

 

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