Firenze – Un tavolo urgente sulla Fortezza da Basso

 

“L’agibilità, gli assetti e la funzione della Fortezza da Basso come Polo Fieristico dell’area metropolitana è – con l’aeroporto – la priorità, il punto chiave del mio mandato” – così si esprime Vasco Galgani, presidente della Camera di Commercio di Firenze, che si dichiara “profondamente preoccupato” dalle notizie di stampa relative al passo indietro della Soprintendenza sulla ristrutturazione della Fortezza da Basso.
In carenza di una compiuta definizione degli assetti proprietari e nell’imminenza dell’inizio dei lavori della TAV, ogni stallo, specialmente se di durata indefinita, pregiudica e rischia di affossare la più importante struttura espositiva della Toscana.
“Non è una questione di campanile né tantomeno di un fiore all’occhiello da difendere: qui si tratta del ruolo di Firenze come polo di attrazione di affari e di esposizione dei prodotti dell’ area metropolitana, oltre che di cerniera degli scambi culturali.”


Anche un solo anno di precarizzazione e di incerta fungibilità di questa struttura significa la perdita di più un milione di euro di indotto economico e, in una situazione di grave crisi economica, i vertici della Camera di Commercio avvertono tale rischio come un possibile irreparabile pregiudizio per la città intera e il suo tessuto imprenditoriale.
Per questo motivo la Camera di Commercio si fa interprete di tutte le categorie economiche del territorio, esprimendo la profonda preoccupazione del mondo imprenditoriale per lo stato dei fatti relativo al Polo Fieristico della Fortezza da Basso.
La Camera di Commercio di Firenze auspica quindi con forza che tutte le Istituzioni pubbliche si coordinino per ogni massimo sforzo per risolvere i problemi con il competente Ministero e dichiara la totale disponibilità propria e delle categorie a fare tutto quanto occorra per la rapida soluzione della questione.
Le Camere di Commercio di Firenze, Prato e Pistoia partecipano al capitale di Firenze Fiera che, ferme restando le ipotesi di integrazione con altre nascenti strutture espositive dell’area vasta, ha l’onere di gestire il polo fieristico congressuale fiorentino in tutte le sue articolazioni, presenti e future, con quote che superano il 30 per cento degli assetti proprietari.


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